de blasio

20 giugno 2018

LA CASA A ROMA

Nel IV secolo a. C., a Roma, avvenne una rivoluzione edilizia che era in continua evoluzione. Fu conseguenza dell'aumento della popolazione romana e che affollava la città, facendo mancare gli spazi per la costruzione di case. Fu necessario, perciò, costruire a più piani, fino a quattro. Le abitazioni furono messe anche in affitto: era solito vedere dei cartelloni che offrivano lo stesso affitto. Cicerone amava abitare a pian terreno e non condivideva gli appartamenti costruiti uno sopra l'altro. Ciò che rese possibile il nuovo stile di costruzione fu il calcestruzzo che apparve nella muratura e nell'edificazione: si rendeva necessario nelle fondamenta poiché se ne buttava uno strato nel terreno che veniva fortificato anche con mattoni seccati al sole e con legname. Nel 318 a.C. apparvero i balconi architettati da Gaio Manlio e che dovevano consentire di vedere gli spettacoli dei gladiatori nel Foro. Contemporaneamente si costruirono le fognature e le grondaie dei tetti.

RIFLESSIONE: Il dire poetico, come diceva Heidegger è il vero essere.


                                             
                                               

19 giugno 2018

ALIMENTAZIONE ROMANA

I Romani avevano l'abitudine di alzarsi all'alba: facevano colazione in casa oppure si recavano a comprare dei cibi cotti. Il pater familias impartiva una sorta di benedizione alla colazione con una preghiera ai "lari", dei protettori della famiglia. All'ora VI, circa le 11-12 effettuavano una piccola refezione veloce, poi, specie d'estate, avevano l'abitudine di fare una siesta, a cui non sapevano rinunciare. Il vero pasto, il più importante, era la cena. Seguivano gli orari con la clessidra o con l'ombra in connubio con il sole - conosceranno gli orologi solamente nel II secolo a.C. Mangiavano nel "triclinio", ovvero la stanza da pranzo. Era consuetudine farsi un bagno prima di mangiare, con acqua fresca profumata si lavavano le mani; non conoscevano le posate, che appariranno solamente nel XVI-XVII secolo, e usavano la mano destra per afferrare il cibo, si servivano della lingula, ovvero un cucchiaio per salse, budini, cibi liquidi. La cena si divideva in tre parti: gustatio o antipasto, coena, fine della mensa. Si divertivano con letture, musica, danzatrici, acrobati.

RIFLESSIONE: Il nostro tempo è saturo di esseri umani deragliati.


                                                

18 giugno 2018

IL VINO

Si suole dividere in tre epoche il tempo del vino: anfora, botte, bottiglia. Volendo precisare quando è stato inventato il vino non è possibile, approssimativamente si parla di seimila o settemila anni fa, non si sa nemmeno dove e quando. Il vino diviene sacro in Egitto con la dea Osiris, in Grecia ed a Roma con Dioniso e Bacco, in Persia con Gemscid. Si pensa che il vino sia stato scoperto da un grappolo lasciato abbandonato e spremuto. Il Cristianesimo lo ha inserito nella sua liturgia e si parla del primo miracolo di Gesù con il vino. il suo nome, etimologicamente, deriva da vitis, vis, vita. Si diffuse dapprima con la vite vinifera nel Mediterraneo; i Greci e gli Etruschi lo commerciavano trasportandolo sulle navi in otri di pelle. Con l'arrivo di Cristoforo Colombo e degli Esploratori si diffuse in Australia ed America del Sud. Gli Islamici proibiscono il suo consumo. I Gesuiti lo diffusero in Paraguay, i Francescani nel Messico, i Padri Bianchi in Algeria e Uganda, i Missionari francesi in California.

RIFLESSIONE: Se l'esperienza non è pensante scorre come acqua su un vetro senza lasciare traccia.

                                        

16 giugno 2018

AI MIEI AMICI PORTOGHESI

N U V O L E

Attendo le nuvole
in questo cielo sereno
mi faranno da tetto
staremo insieme entrambi
vecchi al mondo effimeri
suoneranno gli accordi
alla melodia malinconica
delle corde della chitarra
vibrate dai battiti del cuore
e se andranno oltre i monti
le seguirò con lo sguardo
finché scompariranno all'orizzonte
inseguendole con la fantasia
come sempre accade quando
l'amore fa da regista nella vita.

N U V E N S

Aguardo as nuvens
neste céu claro
eles vão me fazer do telhado
nós estaremos juntos ambos
velho no mundo coisas efêmeras
os acordes soarão
para a melodia melancólica
das cordas da guitarra
vibre das batidas do coração
e se eles forem além das montanhas
Eu vou segui-los com meus olhos
até que eles desapareçam no horizonte
perseguindo-os com fantasia
como sempre acontece quando
o amor age como diretor na vida.

ANTONIO FLOCCARI

                                                         

15 giugno 2018

A G A M E N N O N E

Volendo indagare sull'alimentazione antica è utile risalire al secondo millennio avanti Cristo e soffermarsi su Agamennone, il condottiero greco reso famoso da Omero. Ci imbatteremmo in un'umanità robusta, spruzzante salute, il tutto originato dalle abbondanti proteine nell'alimentazione e dalla necessità di tenersi scattanti e bellicosi. Agamennone si cibava di carni rosse, cacciagione, frutti di mare, stufati con verdure. Beveva vino aromatizzato con i frutti di bosco, alternandolo alla birra. Un dato interessante consiste nella statura umana che, in media, era di un metro e 72 centimetri. I poveri avevano un'alimentazione diversa: carne di pecora e latticini.

RIFLESSIONE: La moderazione dell'orgoglio è saggezza.

                                                               

14 giugno 2018

EUROPA PILATO

Nella vicenda dei migranti - fenomeno del nostro tempo - l'Europa non può stare a guardare o lavarsene le mani come fece Pilato nei confronti di Cristo. Sarebbe una grave manchevolezza ed un assentarsi senza alcuna giustificazione dal problema che, in atto, condiziona la realtà europea. Per cui, necessita che gli interventi verso la solidarietà siano bilanciati ed equilibrati tra gli Stati europei, soprattutto tra quelli più potenti. quello che è certo è che nessuno può dire:" Non mi riguarda". Pensare di scaricare su un solo Paese il problema sarebbe una scelleratezza imperdonabile. Il problema dei migranti si affronta con la collaborazione di tutti, equamente.

RIFLESSIONE: La natura è vita, non solo materia da sfruttare.

                                                      

12 giugno 2018

U M A N I T A'

Il mondo stava a guardare una nave con a bordo centinaia di esseri umani in cerca di pace, di lavoro, di pane; e tutto mentre la fame e la sete aumentavano di ora in ora senza l'arrivo del necessario che allontanasse al fine della vita. Qualcuno, tra i più esagitati, sperava che la nave affondasse, mandando a picco tante persone di ogni età. Come si può negare ad un nostro simile la solidarietà? Qualora si faccia si finisce nella barbarie con un arretramento pauroso della civiltà. Certo, l'arrivo incessante di esseri umani va regolamentato per porre condizioni migliori anche per i migranti. Ma chiudere i porti non lo condivido perché il Pianeta è di tutti e non di chi chiude la porta in faccia a chi chiede la vita.

RIFLESSIONE: Ad ogni cosa ci si rassegna con il tempo. 

                                                   

LA CASA A ROMA

Nel IV secolo a. C., a Roma, avvenne una rivoluzione edilizia che era in continua evoluzione. Fu conseguenza dell'aumento della popolaz...