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23 ottobre 2014

IL CALCIO

Ma perché il gioco del calcio è divenuto così devastante per l'equilibrio soggettivo e della società? In fondo, non si tratta d'altro che di un transfert che va dai gladiatori del Colosseo a dare spettacolo per la ferocia barbarica dei Romani, agli attuali mercenari  che si affrontano negli stadi all'inseguimento di un pallone, sempre per i complessi e le frustrazioni dei nostri coevi. Lo sai, è sicuro, il frustrato, il complessato, il vinto, il debole cercano compensazioni per uscire dal tunnel del ghetto psicologico in cui vive. Ed ecco il tifo, la "squadra del cuore", la curva, gli ultras, ed ecco i morti, il pericolo per chiunque si rechi in uno stadio:  si deve chiedere se ne uscirà vivo. Non è assurdo? La gente rasenta la fame per la crisi e spende milioni per avere le partite in casa, un pagamento che è un salasso. Ma la vogliamo finire?




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