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20 novembre 2014

IL VIAGGIO

Facciamo una diagnosi cerebrale di innumerevoli nostri simili che amano il viaggio. Vediamo cosa troviamo nell'analisi: fuga, ricerca di scampo, malesseri esistenziali, realtà inaccettabili, case-penitenziari, tirannie, pesanti e asfissianti quotidianità. Si vorrebbe che nel viaggio non ci fosse una meta. In letteratura, classico soggetto che vive il viaggio in questo modo lo ritroviamo in Pirandello. Naturalmente, in seguito tutto si risolve in una patetica illusione. Il ritorno è deprimente.


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