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30 aprile 2015

FOGAZZARO

Quando te ne sei andato, per sempre, Antonio, la Libia - era il 1911 - era all'ordine del giorno in Italia. Portavi dentro di te i decenni conclusivi dell'Ottocento. Con le tue categorie estetiche hai contribuito alla mia formazione culturale, specialmente con Piccolo mondo antico e Piccolo mondo moderno. Mi hai fatto viaggiare con lo studio nell'evoluzionismo religioso, separandoti da Darwin per una scelta strutturale della crescita di ogni cosa: tu l'Assoluto, Dio e Darwin la materia. Mi piaceva come ti ponevi nei confronti della sensualità, del morboso, sapevi  attenuare, mettere un velo sul peccaminoso osceno con garbo. Va bene, non potevo accettare il tuo concepire la vita dal balcone dell'agiatezza, il tuo perbenismo conservatore che faceva a pugni con l'origine popolare mia. Ma, la tua utopia, ovvero un mondo, una vita umana che, inevitabilmente procederebbero verso il Divino, mi  conquistavano e mi facevano sognare. Grazie, Antonio.


ANTONIO FOGAZZARO

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