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26 ottobre 2015

NILLA PIZZI

Ho intervistato tanti artisti italiani della musica leggera e del teatro per la radio e per i giornali. Con Nilla Pizzi inizio a darvi le impressioni suscitatemi dagli incontri. La regina della canzone italiana nella musica leggera degli anni Cinquanta, allorché l'intervistai, si dimostrò una donna, come sempre, dolce e affabile, notevolmente umana. Rispondendo alle mie domande, accompagnava con un sorriso ogni parola ed aveva, anche nel dialogo, la voce affascinante con cui è rimasta nella storia della canzone italiana con Vola colomba, Grazie dei fiori, Papaveri e papere, attraverso il Festival di Sanremo. Rispondeva senza manierismi, con semplicità, a domande che tendevano ad aprire il ventaglio della sua personalità nell'intera gamma del carattere. ne veniva fuori un essere umano che era un tutt'uno con la soavità del suo canto che creò un transfert eccezionale con le esigenze del popolo italiano, negli anni del dopoguerra, sentiva l'urgenza di un'arte su cui adagiarsi pacatamente dopo le disgrazie immani dello scontro bellico perduto. Pranzammo in un locale di campagna tra Rosarno e Mileto. eravamo tanti. Notai come Nilla rifuggisse da ogni protagonismo mostrandosi con sincerità e la semplicità della persona e dell'artista che aveva incantato gli Italiani.


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