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20 ottobre 2015

O M A G G I

Gli omaggi sono antichi, i Romani li elargivano. Il dono veniva chiamato strenus, da cui ha preso il nome la "strenna" di Capodanno. Si facevano omaggi simbolici, con un significato che intendeva portare salute e vigore fisico: un ramoscello d'alloro, un albero, il mirto, a cui si attribuiva il potere della buona sorte; anche l'olivo era un simbolo di pace, e, ancora datteri, fichi secchi, miele. Quest'ultimo era il messaggio che l'anno proseguisse nel migliore dei modi, dolce, appunto, come il miele. Stranezze: veniva regalata la riproduzione di un piccolo serpente con la motivazione che, strisciando, conoscesse tutte le erbe benefiche, portatrici di salute. Non mancavano libri, gioielli, cibi. Gli omaggi venivano fatti durante le feste "Saturnali" tra il 17 e il 21 dicembre. Hanno lasciato testimonianze in merito, Svetonio e Marziale. Vi era un'usanza a Roma che ha preceduto il mercato di Piazza Navona le feste natalizie, era Saepta, sotto a dei portici si compravano i regali da fare. Ottaviano Augusto regalava oggetti durante i banchetti e offriva anche doni da portare via dopo aver festeggiato mangiando e bevendo.


PIANTA DEL MIRTO

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