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30 ottobre 2015

R A Z Z I S M O

Il razzismo si può dire che sia sorta con l'uomo. Già ai tempi dell'uomo primitivo il più robusto si sentiva superiore al mingherlino, il più alto migliore del più basso, un popolo si sentì eccelso nei confronti di un altro in tutte le latitudini. si sosteneva che il sangue del superiore fosse diverso, migliore. Dunque etnocentrismo, atavica inclinazione mentale: chi si avvertiva esclusivo sosteneva che il matrimonio doveva avvenire all'interno del gruppo e non con estranei. Già dal Seicento i Francesi si sentirono superiori agli Inglesi; ancor prima, i Romani si autoproclamarono razza eletta; quindi giunse la questione della razza ariana: sangue bianco e puro, civiltà superiore a tutte le altre. si originò così la teoria della superiorità dell'uomo europeo, biondo, alto, dolicocefalo nei confronti dell'uomo alpino di bassa statura, brachicefalo, bruno di carnagione, mediterraneo. Si pervenne al paradosso con Chamberlain e con Woltmann, secondo i quali al cultura italiana discenderebbe dai Longobardi e dai Goti. Così: Giotto da Jothe, Boccaccio da Bock, Dante da Aigler, Leonardo dai Winke, Michelangelo dai Bohrodt, Giuseppe Verdi da Werde. Ed oggi, ancora, dopo Hitler e gli Ebrei, razzismo contro i poveri migranti.


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