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22 ottobre 2015

V E R G I N I T A'

Fin da tempi remoti, nell'antica Roma, la verginità fu sublimata dai Cristiani come simbolo della fede. E va bene che verrà Nietzsche con la sua Genealogia della morale per teorizzare che il sesso viene strumentalizzato dai sacerdoti a scopo di dominio ed egemonia. I Romani irridevano la verginità come segno di purezza. Per cui, perseguitando i Cristiani, non solo per motivi religiosi e politici, le vergini cristiane venivano condannate alla violenza carnale, allo stupro. Venivano costrette a cedere il proprio corpo e la verginità nei lupanari: il rito si svolgeva pubblicamente, alla presenza di un'ingente folla che si divertiva, ridendo e sghignazzando. A deflorare la cristiana veniva incaricato il boia che, in seguito, la doveva giustiziare. Si distinse in ciò Nerone, il quale faceva violentare le vergini per poi sgozzarle. Ne hanno parlato Tacito. Svetonio, Cassio. E dato che le nascite erano in calo furono date le responsabilità ai Cristiani con il culto della castità, ma era anche vero che pullulavano rapporti sodomitici. Le vergini affrontavano il supplizio con felicità, anche se venivano date ai gladiatori perché ne facessero l'uso che volevano. Addirittura Perpetua, vergine cristiana, fu condannata, per ludibrio, come preda di un toro che la sodomizzò.


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