Morricone

6 novembre 2015

GIORDANO BRUNO

Il filosofo domenicano, di Nola, fu perseguitato anche da morto. Nel 1889, Papa Leone XIII lanciò un'arringa rabbiosa contro il monumento inaugurato a Roma in Campo de' Fiori, sostenendo che un eretico della fatta di Bruno non poteva avere una statua che lo rappresentasse nei pressi del Vaticano e aggiungendo che l'opera scultorea di Ettore Ferrari rappresentasse un'offesa alla fede, un oltraggio ignominioso alla santità della sede cristiana; dichiarava, inoltre, riprovazione e sdegno per il "sacrilego fatto". Lo scultore Ferrari, culturalmente ed umanamente, apparteneva al filone laico e naturalistico dello stesso Bruno. Eppure quest'ultimo presentò nel suo pensiero delle verità oggi riconosciute dalla scienza internazionale: concezione eliocentrica copernicana dell'universo; libertà spirituale dell'uomo, capacità indipendente della conoscenza. Fu condannato dall'Inquisizione al rogo nel 1600, nell'identico posto dove oggi sorge il monumento. Anche se in enorme ritardo, la Chiesa ha riconosciuto, finalmente, il suo mastodontico errore. Tempo fa, quando sono stato premiato a Campo de' Fiori per la mia narrativa, mi sono soffermato nei pressi del  monumento del Ferrari, collegandomi idealmente con Giordano Bruno, amico e fratello nel cammino della conoscenza.



Roma - Campo de' Fiori: Monumento a Giordano Bruno

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