Morricone

19 novembre 2015

S P A E S A M E N T O

Siamo nel postmoderno, in pieno spaesamento. E' una liberazione, un progresso, emancipazione: è finito il tempo di una razionalità centrale che controllava tutto, che ti faceva dipendere, ponendoti in uno stato subalterno, veniva imposto un modello. Fino all'epoca moderna è stato così: tutto proveniva dall'antica Grecia, da Platone, da Aristotele; ora è l'epoca del postmoderno, appunto. Le differenze si sono liberate, il locale non è più giudicato periferico, provinciale o paesano, diviene, invece, il centro della vita. Anche i dialetti emergono, non più linguaggi degli incolti, dei sottosviluppati, ma viva e realistica comunicazione. Con il postmoderno - presentato in Italia da Gianni Vattimo - hanno diritto di essere nella vita le minoranze etniche, quelle religiose, le culturali, le estetiche, gli omosessuali: siamo, come detto, nell'epoca dello spaesamento. Un altro luogo comune è da superare: i mass-media non distruggono, anzi creano una nuova civiltà, quella delle catene che cadono dopo una servitù millenaria. 


Nessun commento:

APORIA INSANABILE

In ogni epoca l'aporia tra la vita e l'arte ha caratterizzato la storia dell'estetica in tutta la sua vasta gamma. Si pensi a L...