lai

11 novembre 2015

SINDROME DI STENDHAL

Napoli, Museo di Capodimonte, la Crocifissione di Masaccio: quasi ogni giorno, stavo davanti a quell'opera impareggiabile, come soggiogato, innamorato, avvinto. Doveva stimolarmi il custode per andarmene. Masaccio, con la sua arte rivoluzionaria, sovvertitrice degli stilemi estetici, mi aveva catturato provocandomi  fenomeni psicosomatici che culminavano nelle vertigini. La straordinaria bellezza della sua opera mi aveva assorbito perdutamente. Ho voluto approfondire che mi è capitato: era la sindrome di Stendhal. Come messo in evidenza dagli studiosi, facendo un'analisi su me stesso, riscontravo risultati raggiunti dalla scienza nel merito: estasi, panico, euforia, desiderio maniacale di ritornare a Capodimonte. Era una psicosi. Poi - ha fatto bene la studiosa Graziella Magherini a precisarlo - stranamente, mi ritornava in mente mia madre con me bambino tra le sue braccia e sprofondavo nel calore del suo seno, unico al mondo. Masaccio mi donava, ancora una volta, le bellezze della vita, anche se con disturbi del sistema nervoso. 


MASACCIO - Crocifissione (Napoli- Museo di Capodimonte)

Nessun commento:

C O N T R A S T O

Apriamo il sipario, come al teatro. La scena: una spiaggia affollata in piena stagione balneare. I personaggi sono due: sdraiato, sotto il ...