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28 dicembre 2015

O B L I O

Sono venuto a trovarti - mi manda te stesso - per ricordarti di andare a trovare chi hai deposto in oblio, chissà da quanto tempo. Te stesso mi incarica di dirti che vorrebbe rivederti, parlarti; aggiunge che gli manchi, che l'hai lasciato solo e che, in questi giorni di festa, avverte ancora di più la desolazione di non avere qualcuno vicino. Ma perché hai abbandonato te stesso? Almeno, ricordi com'eri? Da quanto non lo vai a trovare? Sei tutto disperso nella vita, a frantumi, sei un mosaico con le componenti separate dalle altre e, comunque, facenti parte di un'individualità. Allora, andrai a trovare te stesso in questa fine anno? Dice che ti aspetta come un figliol prodigo. Ricordati che stare con se stessi, senza l'ombra egoistica, costituisce uno dei più grandi tesori dell'esistenza. Ne hai coscienza?

                                                        

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