Morricone

14 dicembre 2015

RIFLESSIONI

Mi piace, di notte, guardare dal balcone  le case silenziose nel momento del riposo umano nel sonno profondo. Rifletto: in ognuna di quelle case c'è tutto un mondo, vite che variano una dall'altra. Sembra strano ma una casa accanto all'altra, una sopra l'altra mostrano un palcoscenico dove ogni essere umano che vi abita espone nella propria interiorità la propria realtà. Questa non è una, ma tante quanti sono gli esseri umani. Là dorme un innamorato, sogna la sua bella, magari l'abbraccia, si sveglia e rimpiange il sonno perduto, là sta dormendo un fallito, ha perso tutto nella vita, anche la moglie lo ha lasciato, e vive senza un perché. Là abita un vecchio che sogna gli anni più belli, ricorda il primo amore, il primo bacio. Un po' più in là dorme, se dorme, un malato. I vicini di casa si lamentano perché la notte urla come un ossesso, fregandosene delle sue sofferenze: pensano solo a se stessi. Ogni casa nasconde speranze, delusioni, amplessi amorosi, fretta che arrivi il giorno: tutta una gamma della realtà umana.



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