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20 gennaio 2016

CAMILLO', POETA DEL PENNELLO

L'arte, da sempre, in tutte le epoche, cerca l'unità del molteplice: un'aspirazione dell'anima umana che si esprime in tutte le categorie estetiche. Franco Camillò appartiene a coloro che intendono la pittura come amore, passione per la natura in unione con l'Assoluto. In questo "Scorcio di Polistena vecchia", in simbiosi con Antonio Cannata, Gaetano Jerace e Giuseppe Pesa, Camillò si posa, emblematicamente, col suo pennello sui messaggi della natura, mistero della vita, con colori che sono collegati sentimentalmente al suo cuore, al di là di ogni composizione chimica. Il luogo dipinto nell'opera fa rivivere l'ex Monastero di Santa Chiara che, fino alla soppressione dei beni ecclesiastici del 1783 da parte della Cassa Sacra, tanta risonanza ebbe nella storia religiosa di Polistena. Lo scorcio è presentato con protagonisti elementi antropologico-popolari del rione che da Via Muraglie conduce al Calvario con diramazione verso la Via ex San Giorgio, ora Via Marx. Le mura dell'ex convento simbolo del tempo che va, i panni stesi speculari dell'anima popolare, abitazioni storiche delle condizioni sociali. Ed anche se il passato rivive nel dipinto, Camillò introduce l'immagine della vita attraverso colori e toni tenui portatori di sentimenti lirici ed elegiaci.


        

FRANCO CAMILLO'  - Scorcio di Polistena vecchia

                                                                      

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