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18 gennaio 2016

LA BAMBOLA

Una bambola sul lettino della figlia, ormai adulta, suscita nei genitori sentimenti elegiaci e lirici. Ha un'origine che si perde nella notte dei tempi, in un sarcofago romano ne è stata portata alla luce una di circa duemila anni fa. Da sempre la bambola è collegata all'istinto di maternità. Nell'immaginario collettivo, la bambola è considerata un giocattolo, un feticcio, un portafortuna, addirittura un simulacro divino, un simbolo sacrificale. Le fattucchiere la adoperano contro il malocchio, una stregoneria di fatto.  Diffusa tra gli Egizi, gli Etruschi, i Cinesi, i Peruviani. Le materie con cui si fabbricavano bambole in Grecia erano la cera, l'argilla, l'osso. A Roma la bambola fu trattata da Marziale e da Quintiliano. In Africa la bambola viene creduta in grado di curare le malattie. Vi sono bambole che imitano il linguaggio umano, parlano, ridono, piangono. Ibsen intitolò una sua opera "Casa di bambola".

                                   

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