Morricone

11 gennaio 2016

PREGIUDIZIO

Il pregiudizio è antico: i Greci pensavano che gli Dei avessero in mano le sorti umane, credevano al destino, che tutto sarebbe in mano al fato, si toglieva all'uomo ogni autonomia. Fino al 1920 negli Stati Uniti si pensava che i bianchi fossero superiori ai neri, in Europa che gli abitanti del nord fossero superiori a quelli del sud. E c'è ancora chi pensa, come se la casta potesse ancora esistere, che ci siano nobili e plebei, altolocati e popolo, e sciocchezze del genere. Pregiudizi dannosi per la civiltà sono, dunque, il razzismo, l'omofobia, il sessismo con conseguenti discriminazioni. Ciò deriva da frustrazioni, complessi, aggressività. I pregiudizi hanno sempre fermato la cultura, il sapere, la conoscenza. Il motto dei dogmatici è "troncare e sopire". Dai pregiudizi derivano la degradazione dell'ambiente naturale, le malattie del lavoro, Seveso, Hiroshima, cioè quando la scienza viene chiusa in gabbie nocive. Togliamo i pregiudizi ed otterremo lo spirito critico rigoroso, il pensiero creativo, i vincoli imposti soprattutto dalla tradizione religiosa e mitica. I reazionari e gli oscurantisti ritengono pericoloso chi vuole eliminare i pregiudizi.

                                                     

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LA SORTE

Non occorre essere Cassandra, Schopenhauer o Leopardi per sostenere che la sorte della civiltà non ha davanti, purtroppo, sentieri tranquil...