Morricone

17 febbraio 2016

F U R B I Z I A

Mentre in Francia la furbizia è considerata immorale, un'offesa a chi la si attribuisce, da noi è sinonimo di intelligenza e di "saperci fare". Insomma, il "dritto" è ammirato, il "fesso" viene ridicolizzato. Omero lanciò la furbizia nel mondo con Ulisse, Boccaccio ne fece un pezzo forte nel Decamerone, Machiavelli, con il suo "fine giustifica i mezzi", quasi un valore alto, in La Mandragola un mezzo esilarante per la conquista della donna, Eduardo, con Filumena Marturano, un espediente per non essere rovinata. Ludovico Ariosto, da parte sua, si sposò segretamente per non perdere congrui compensi ecclesiastici, Guicciardini odiava i Papi ma li serviva, l'Aretino sosteneva che "il denaro è il fiato per le trombe della virtù". Oggi si parla dei "furbetti" che timbrano e se ne vanno dove pare loro. Ma sono eroi o disonesti? Non cadiamo, però, in contraddizione, altrimenti si capisce nulla...

                                   

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