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18 febbraio 2016

LA RACCOMANDAZIONE

"Fai che quella disgraziata crepi, scoppi! Lo merita...", prega, in chiesa, una fedele assidua. "Intercedi per me, fammi sognare i numeri del Lotto, così me ne vado in vacanza la prossima estate...". In questo modo, quasi ogni giorno, si rivolge al proprio santo protettore. La raccomandazione viaggia dal cielo ai più profondi e nascosti anfratti del globo. Dante Alighieri inviava alle corti missive, esule com'era, per protezioni. I più celebri artisti si raccomandavano a Cardinali e Principi per committenze. Alessandro Manzoni raccomandò il genero perché fosse trasferito da Milano a Torino, ma non vi riuscì,. Va da sé che si crede più ai favori, agli appoggi che al merito. Frine si raccomandava alla sua bellezza perché fosse discolpata dai giudici. Cavour raccomandò alla Contessa di Castiglione di sedurre Napoleone III affinché intervenisse in Italia contro gli Austriaci. La raccomandazione è considerata un passaggio obbligato per chicchessia, altrimenti si va da nessuna parte. Non è vero? 

                        

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