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26 febbraio 2016

P R O G R E S S O

Ma sì che lo sai, ognuno di noi è vittima del progresso che ha sempre bisogno di tenerci avviluppati nei suoi meccanismi. Fin dall'uccisione del padre primordiale subentrò un senso di colpa universale e, contemporaneamente, la necessità di incarcerare l'autenticità di noi stessi, soprattutto gli istinti. E da allora c'è la reazione umana per tentare, inutilmente, di superare i grandi disagi, il malcontento. Di qui, le guerre, le persecuzioni, il genocidio, il bigottismo, l'imposizione di illusioni, il lavoro come argine all'aggressività, le malattie, la miseria. Così, la natura è stata concepita come qualcosa da conquistare, da violentare, ci riferiamo anche alla natura interiore: l'io dell'uomo diviene aggressivo, il fare un dominio perpetuo, la ragione un despota che sovrasta. la vittima fu ed è il piacere che, lasciato libero, porterebbe, secondo il dominio, alla distruzione della civiltà. Siamo tutti manipolati e non siamo ciò che avremmo potuto essere, immolati sull'altare del "progresso". Con me sono Freud e Marcuse.

                                           

H E R B E R T    M A R C U S E

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