last

2 febbraio 2016

P R A S S I T E L E

L'ateniese Prassitele, scultore della "grazia", mi ha donato il concetto del "bello artistico". Era un figlio d'arte: suo padre, Cepisodoto, fu uno scultore insigne. Ad ammirare le proporzioni sul bronzo, sul marmo, delle statue di Prassitele, mi arreca uno godimento estetico del ritmo sinuoso, gravitante. Ci si chiede come abbia potuto giungere a livelli che, per millenni, sono rimasti memorabili. Aveva il senso della perfezione ed ebbe l'ardire di togliere il falso decoro dai nudi femminili e maschili, operando anche sulle divinità, facendo cadere il sipario ipocrita e servile dei pregiudizi. Il suo capolavoro, Afrodite di Cnido, manifesta una delicatezza sensuale ed è un punto obbligato per la scultura di tutti i tempi. La sua cortigiana, Frine, di una bellezza inaudita, gli fece da modella; e si sa che fu assolta dai giudici, benché colpevole, per la sua avvenenza. Prassitele ha lasciato al mondo Eros, Apollo, Artemide, la già citata Afrodite, Hermes, Dioniso, tutti con una lavorazione della materia con il fine di rendere le opere flessuose e morbide, con giochi di chiaroscuri e di piani incredibili per i sentimenti delicati che esprimono.


AFRODITE DI CNIDO
                          

Nessun commento:

S T R E P I T O S O !

La mia commedia Mancu pe' cani! ha ottenuto uno strepitoso successo tra il pubblico di Polistena. Il merito va al regista Antonio Trop...