Morricone

23 marzo 2016

ITALO SVEVO

Imbattendomi in Svevo sono stato folgorato dalla sua potenza espressiva che rifugge dalla eloquenza dannunziana. I suoi temi prediletti sono l'analisi della coscienza, gli uomini falliti, le anime destinate allo scacco. Fu Eugenio Montale a scoprirlo e dargli fama. Con La coscienza di Zeno del 1923 Italo Svevo viene accostato a Proust e a Joyce. Svevo svecchiò la narrativa italiana aprendo all'Europa, alla cultura slava, a quella germanica, tematiche col subcosciente e il monologo interiore focalizzati. Senilità, Una vita, sono opere del triestino che ebbero come base la psicoanalisi freudiana, la solitudine dell'uomo moderno, l'incapacità di inserimento nella società, un mondo velleitario di sogni irrealizzabili. Se si vuole accostare Svevo ad un filone artistico-letterario trapelano i nomi di Schopenhauer, Zola, Balzac, Flaubert, Daudet, Stendhal; in Italia a Machiavelli, Guicciardini, Boccaccio, De Sanctis. Giovanni Verga e Italo Svevo, da latitudini diverse, inserirono nella letteratura il linguaggio quotidiano, della gente comune.

                                   
                         

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