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24 marzo 2016

VITTIMA INNOCENTE

Lo vedete? E' Angelino, l'agnellino che ho incontrato in campagna, sperduto, disperato. Mi ha seguito, l'ho preso con me. Ora, è a casa mia. Gli procuro il latte che compro ogni mattina. Vedete? Ha un segno rosso attaccato alla zampina: il segnale che era destinato al macello per i "buongustai" di Pasqua che desiderano la carne tenera perché sono delicati. So dov'è sua madre, in quell'ovile in campagna. Ma non lo riporterò, per ora: finirebbe nel piatto di un'anima bella, tutta religiosa. E dire che l'agnellino è il simbolo dell'innocenza candida e disarmante. Si dice:" Sei mite come un agnellino". Angelino non ha ancora un anno, ispira amore e spirito di carità. Ecco l'altro scenario: una strage di agnellini per Pasqua. Vi domando: la tenerezza sta nel cuore o nei denti? Anche se sono riuscito a salvarne almeno uno affinché non termini i suoi giorni nel vostro forno, allora la mia arte narrativa ha celebrato la Pasqua. 

                                                                         

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