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5 aprile 2016

AL MERCATO DEL RINASCIMENTO

Non è ancora giorno e a Piazza Mercato, a Napoli, giungono i venditori ambulanti di prodotti. Sono fermati alle porte che introducono alla Piazza per il controllo e per il pagamento dei tributi sulla merce. Più tardi arriveranno gli acquirenti: i signori non comprano al mercato, ricevono tutto a casa. Sono in vendita agnelli, maiali, castrati, vitelli, salami, mortadelle, prosciutti, lepri, piccioni, starne, quaglie, fagiani, quarti di cinghiale e capriolo. Per il pescato, sono esposti lucci, carpe, storioni, tonni, lamprede, orate, trote. Qualora il pescato rimanga invenduto. è obbligo tagliarne la coda. I contadini arrivano dai campi con pere, fichi, carciofi, piselli, cavoli. I formaggi spaziano dal pecorino al parmigiano, alla ricotta. C'è chi vende in un paniere lasagne e vermicelli; una tassa elevata è imposta sul riso, per averne un po' si paga un tributo di due denari; sui tartufi si deve una tassa di quattro denari, sullo zucchero nove di denari. Le spezie esotiche sono tassatissime. Si sente il vociare degli ambulanti e dei compratori, l'aria è pregna di diversi odori che si mescolano. Di pomeriggio si effettueranno le pulizie, come consuetudine.

                          

NAPOLI - Piazza Mercato

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