Morricone

27 aprile 2016

FLUSSO DI EMOZIONI

Dove andiamo?

Non lo so. Nessuno lo sa. Si tratta del mistero che tormenta l'uomo in ogni tempo. Un problema che si diversifica a seconda della cultura, a seconda delle religioni, delle epoche storiche. Quello che è certo è che si pensa a dove andiamo viene fuori la metafora del vero mondo qualora si abbia la fede, del baratro senza scampo qualora si giunga al capolinea senza fede. Certo, ci furono anche filosofi, come Heidegger o Camus o Sartre, i quali fondarono sul concetto di fine della vita il loro pensiero: l'Esistenzialismo.

Chi siamo?

Magari potessi dirlo. Mi sono rassegnato a non saperlo; ho inseguito la mia identità per tutto l'arco della vita e mi è sfuggita dalle dita come un'anguilla. Ognuno di noi è il provvisorio, il decadente, l'incompleto, il non esserci più in un attimo, l'essere aggrappati ad un filo che diviene sempre più sottile col passare del tempo per cadere senza rete che ci protegga. Pascal diceva che siamo nulla.

Cosa rappresenta per te il mare?

Un amore perduto, il cordone ombelicale della madre, l'infinito senza un orizzonte matematico, il campo dell'adolescenza oltre alla ricerca di amori estivi al servizio della spinta degli spermatozoi calienti. Ma anche l'inquinamento criminale, probabili tsunami posteriori a terremoti, ostilità, pericoli a causa dell'istinto di conservazione; infine, il paesaggio, il vedutismo napoletano, immagini romantiche, canzoni immortali.

                     

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