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23 giugno 2016

MAPPA ABITATIVA

Quando venne scoperto il vero, autentico paesaggio italiano?

Il paesaggio italiano ha una storia che gli ha negato per secoli l'autenticità, abbellito, incipriato per i salotti dei privilegiati; sopravvenne il neorealismo cinematografico di Visconti con Ossessione, prima ancora Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto, quindi Pier Paolo Pasolini: nacque il vero paesaggio italiano.

Quale limite storico, antropologico, ha impedito agli Italiani la formazione di una cultura unitaria?

Il municipalismo, il campanilismo, la chiusura di una provincia all'altra, la lontananza abissale tra Nord e Sud, l'individualismo esasperato, la tragica confusione fra il senso dell'Unità e l'aggressività, la guerra "igiene del mondo", l'odio razziale e religioso.

Cosa presenta nella nostra società la mappa abitativa?

Durante il Medioevo migrazioni di massa, come nel Rinascimento, la città è stata vissuta come mito, àncora di salvezza in una vita precaria, i campi abbandonati per sfruttamento e paghe vergognose; ora, le città soni invivibili, chi può scappa in cerca di ambienti più umani, si sogna Robinson Crusoe.



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