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8 agosto 2016

PAROLE APERTE

Quale rapporto esiste, nella storia, tra potere e cultura?
L'intellettuale, nella storia, è stato, esclusa qualche eccezione, paggio del potere, "rigoletto" di corte principesca, intrattenitore, ludibrio gioioso di pranzi e cene, strumento di serenate, pennivendolo, propinatore di lavoro commissionati per fini soggioganti la ragione. Quando non è stato così finì in croce, al rogo o al confino o in carcere.

Chi, secondo te, è il massimo interprete della storia?
Il poeta, perché i suoi versi sono profezie che vanno oltre il passato e il presente. Attraverso il poeta è sempre domani.

Qual è la causa, a tuo avviso, della perdita completa della memoria del passato?
Si perdono le radici, l' identità, l'esserci razionale nel mondo, si diviene schiavi di altre culture per piaggeria ed assenza assoluta di personalità.

                            


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