Barbanti

3 agosto 2016

S F A S C I O

Come caratterizzeresti i nostri  anni?
Città splendide ridotte  al macero, operai e studenti calpestati nei loro diritti, migranti - esseri umani come noi - disprezzati, alluvionati per l'aggressione alla natura, cittadini senza morale politica e valori credibili: uno sfascio.

Parlaci di un artista che hai incontrato nel tuo cammino formativo...
Ricordo Ippolito Pindemonte, veronese, che visse nella seconda del '700 e i primo decenni dell' '800. Ho incontrato con lui il classicismo e i primi sintomi preromantici, l'idillio malinconico, la morbidezza linguistica che si collocava fra Arcadia e Romanticismo. Mi ha, altresì, introdotto ad Alfieri, Foscolo, Monti. Mi piace ancora rileggere le sue Poesie campestri.

Attualmente sei impegnato in una ricerca storica: cosa lascia la storia in un uomo che la ricostruisce?
Lascia un grande rispetto per il presente, ciò proviene dalla conoscenza del passato con i suoi errori e con le sue conquiste positive, proietta efficacemente verso il futuro. Aveva ragione Giambattista Vico quando sosteneva che la storia è maestra di vita. 

                                                
GIAMBATTISTA VICO

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