Barbanti

14 ottobre 2016

IL PENSIERO OBLIQUO DI DARIO FO

Parlerò del "pensiero obliquo" tra pochi giorni, il 23 ottobre per esattezza, nel Salone delle Feste a Polistena. Dario Fo era, a mio avviso, l'immedesimazione perfetta del "pensiero obliquo", teorizzato da Cesare Valenti per una vita intera: Dario, sostenevi che il pensiero è stato annientato fin dall'epoca classica greca, asserivi che la vita autentica è stata sopraffatta dall'ipocrisia e dall'opportunismo, ribadivi che una fede che tradisce Dio è solamente uno strumento di oppressione, combattevi la politica del tornaconto lontana da ogni etica umana. Dario, volevi un mondo migliore, una vita più sana, volevi che si uscisse da una società-asociale, auspicavi che l'Altro divenga sacro nei rapporti umani, con te era Levinas. Il prossimo 23 ottobre mi sarai accanto, con te e me Cesare Valenti: insieme parleremo alla gente a tu per tu, senza fronzoli, con il linguaggio "obliquo" che gira le spalle al linguaggio delle corti rinascimentali dei protettori per l'interesse egemonico della cultura. Dario, anche se idealmente, mi unisco all'abbraccio cosmico nei tuoi confronti. Sarò presente ai funerali laici, quello che conta sarà esserci cerebralmente.

                                                

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