Barbanti

27 febbraio 2017

P L U R A L I S M O

E' finita l'epoca in cui  l'Assoluto era un dogma in tutte le categorie dello scibile umano, si afferma, adesso, la relativizzazione con l'affermazione delle espressioni dubitative nel linguaggio: forse, può darsi, a mio avviso, ma, però. Nella conoscenza tutto è regolato dal compromesso cognitivo che non è più una soluzione finale ma qualcosa che consente di procedere con tutte le cautele dovute alla mancanza di certezze. Anche le religioni non sono più quelle di prima allorquando venivano considerate in assoluto nel luogo dove si nasceva, quella della famiglia, della tradizione, della storia consolidata; ora, una religione riconosce alle altre una valenza paritetica senza più la strutturazione di classifiche fuori da ogni senso razionale. Il pluralismo riconosce la legittimità del diritto di tutti, senza che alcuno si erga a guida, a faro, a leader. Va da sé che riconoscere un leader è l'annientamento dell'autentica democrazia e si sprofonda nella distruzione della propria individualità riconoscendo un essere superiore che non esiste.

                                        

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