Morricone

21 marzo 2017

F E M M I N I C I D I O

La Parola è stata uccisa, parola nel senso che non si può esistere da soli, come asseriva Heidegger: la Parola è divenuta chiacchiera, nonsenso. Si vive soli, di solitudine morbosa, patologica. E quando si tenta di vivere con qualcuno, specie con una donna, la si concepisce come proprietà, oggetto su cui esercitare del potere, strumento per uscire dall'angoscia della solitudine, non capendo che l'amore è un'unione di solitudini, non si può stare insieme, è impossibile per natura, come sosteneva Lacan. Quando si vuole imporre se stessi con violenza si cade nell'odioso e nell'insopportabile, giungendo a stupri, femminicidi, maltrattamenti e insulti brutali, aggressioni verbali. Non si rispetta il limite, andando oltre per cadere nell'odio, nella rabbia, nell'annientamento di chi viene giudicato come ribelle. E' il classico esempio della paranoia. il bene in se stessi, il male nell'altro che va sopraffatto e violentato brutalmente. Attraverso l'unione sessuale, infine, tra uomo e donna si comprende la sorgente del femminicidio, secondo le ricerche psicoanalitiche di Lacan: il maschio detentore del fallo, condannato da Lacan a totem, esercita un sesso padronale, rapportato alla prestazione come misura di sé, c'è nulla d'umano, di sentimentale; la donna, priva del fallo esercita un sesso che è infinito nel senso di non poter essere rapportato all'oggettuale. Essenzialmente, sembra un paradosso, l'amore possibile è estraneo al sesso ed ai luoghi comuni con cui si pensa. Il femminicidio è il prodotto della crisi abissale che viviamo nel nostro tempo. Si tratterebbe di rassegnarsi, prendendo coscienza che siamo soli, si possono mettere insieme, al più, due solitudini.

                                   

Nessun commento:

L E T T E R A T U R A

Se vuoi ti dirò che cos'è la letteratura per me. E' semplice: è vita. Se nello scrivere non c'è l'esistenza allora la lette...