Morricone

24 marzo 2017

P R O I E Z I O N E

Questo è il tempo del ritiro. Le nuove generazioni, di entrambi i sessi, prediligono appartarsi, stare ai margini. se si pensa che si tratti di depressione non è così, è invece un rifiuto globale di come è stata ridotta la vita. Jacques Lacan definisce tutto ciò ritiro dalle proiezioni, a partire da quelle parentali che sopravvivono a livelli deludenti e ripetitivi. I giovani voltano le spalle alle passioni per orientarsi nel rapporto con se stessi: un colloquio con la propria interiorità continuo. Sta di fatto che le proiezioni, il vivere fuori da sé sono indispensabili per l'equilibrio psicofisico degli esseri viventi. A cosa porterà il fenomeno che stiamo trattando? Non lo sa ancora nessuno, è un fenomeno d'avanguardia che chiude un'epoca senza, ancora, aprirne un'altra. L'eclissi delle proiezioni ricorda il riflusso delle epoche storiche in crisi profonda, si pensi ai tempi di Epicuro, degli Stoici, della caduta nel pessimismo più fosco. Elenchiamo alcune parole-categorie del nostro tempo, praticate spesso dai giovani: disinteresse, scollamento, abulia, noia, ripetitività.

                                      

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