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28 aprile 2017

L'INDIMENTICABILE SARDO

Sono trascorsi ottant'anni da quando Antonio Gramsci ci ha lasciati. Se ne andò per sempre in una clinica romana detenuto perché condannato a vent'anni di carcere dai fascisti. Riposa nel cimitero acattolico di Roma. Gramsci è stato uno dei padri fondatori della mia cultura: gli debbo tanto. Con i suoi 33 Quaderni dal carcere mi ha insegnato gli errori compiuti dalla cultura italiana contro il popolo, schierandosi con il potere egemone. Mi ha insegnato, Gramsci, la necessità di alleanze che vadano oltre campi ristretti, altrimenti ci si troverà sempre in un vicolo cieco. Con il suo confronto fitto con Benedetto Croce ho potuto seguire il pensiero autentico del Novecento. E mi è sempre dispiaciuto che dei comunisti lo abbiano ostacolato, anche mentre era in carcere, per le sue idee che venivano giudicate lontane dalla linea dettata dal Partito. Grazie Antonio, ti sono riconoscente, per sempre...

                                   

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