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10 maggio 2017

I O

Continuiamo a dire "io" imperterriti malgrado Pirandello abbia lasciato al mondo di Uno nessuno e centomila e Picasso lo smembramento di questo pronome personale defunto. "Io" non c'è più, ci sarebbe se ci fosse un'identità possibile, ma dopo l'omologazione dire ancora "io" è fuori dal tempo, un'assurdità. Inoltre, "io" è il pronome dell'individualismo, dell'egocentrismo, dell'egoismo. Sai cosa devi fare... guardati da chi dice in continuazione "io"... "io", si tratta di un vanitoso, di un accentratore, di uno che si autopercepisce come il monarca mondiale. Diceva Primo Levi che con il "tu" si tiene una vita, con "io" si soccombe in un deserto senza fine.

                                                    

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