Morricone

5 luglio 2017

LA MIA ESTATE

Se mi chiedi come trascorro l'estate, me la caverò con un'espressione: non appartengo. Non è solamente un rifiuto dovuto all'età, soprattutto è motivato da un fattore psicologico: non mi piace il frivolo, non gusto la perdita di tempo, non mi offro sulla bancarella del mercato degli scambi pseudo sentimentali e sessuali, aborrisco la caterva, il caos, lo stare assembrati, non ho nulla da esibire e non ho nessuna intenzione di essere ammirato da "babbatelle". Allora? Le mie giornate estive iniziano presto, prima delle sei. Sono contento che la vita continui. Faccio colazione e metto in atto le mie passeggiate quotidiane che corrispondono a nove giri del parco condominiale dove abito, corrispondenti a quattro chilometri e mezzo. Leggo, scrivo, ascolto musica, non suono perché avverto caldo se lo facessi; seguo ora il tennis di Wimbledon e il Tour de France. A sera, mando a quel paese chi si era attrezzato per spillarmi il denaro che mi serve per la spesa con un gesto irripetibile ma descrivibile, quello dell'ombrello.


                                            

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