barry white

16 marzo 2018

S Q U I L I B R I O

Alla sorgente dell'arte di ogni tipologia c'è lo squilibrio, una sorta d'instabilità emotiva che affonda le radici nella necessità assoluta di ipercompensazione. Lo squilibrio porta l'artista a non essere mai contento, a volere sempre di più - è naturale perché è cacciatore del Bello -, vive in una sorta d'inferno interiore con l'obiettivo di giungere in Paradiso. Ogni opera d'arte ha come storia una mancanza assoluta di equilibrio, dunque. Di qui, il luogo comune di definire l'artista un pazzo, ma è anche vero che senza la follia non ci sarebbero Dante, Petrarca o Michelangelo, Pasolini, Oscar Wilde, ecc. La stessa fede religiosa è uno squilibrio tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere, donandosi a una speranza così la pensava il cardinale Martini, grande ammiratore di Maddalena, altra squilibrata, lo si legge in suo libro Esercizi spirituali appena uscito.

RIFLESSIONE: Il dialetto della mia gente è musica celestiale.

                                           

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